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GODZILLA VS. HEDORAH (2021) | Un magnifico e inedito CORTO by Toho per festeggiare l'anniversario dello scontro tra i due kaijū! (Link nell'articolo!)

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Ebbene sì, la leggendaria  Toho festeggia Godzilla (67esimo anniversario) ma soprattutto il lisergico film Godzilla - Furia di mostri ( Godzilla Vs. Hedorah , 1971, di Yoshimitsu Banno) che compie 50 anni esatti , proponendo un nuovo scontro tra il Re dei Mostri e il deforme e venefico  Hedorah , il kaijū simbolo dell'inquinamento! E la grande notizia è che sono 5 bellissimi minuti di gloriosi suitmation e practical effects vecchia scuola! Vale a dire: costumi, modellini e distruzione a gogo!  Nello scenario di una fumosa fabbrica, i due mostroni si sfidano nuovamente. E sembra proprio che i costumi siano originali d'epoca (anni 2000 però).  Regia di Kazuhiro Nakagawa. Buon divertimento!

SHIN GODZILLA | Quando il mostro gigante fa paura davvero

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Nel 1954 il film Godzilla del Maestro Ishirō Honda, prodotto da Toho, dava inizio al filone cinematografico del kaijū eiga, i film giapponesi con mostri giganti, nel segno impegnato della “metafora delle due bombe”. Honda realizzò questo immortale capolavoro del cinema fantastico turbato probabilmente dai coevi, e tristemente noti, test nucleari americani nelle isole Bikini, che ebbero poi un impatto devastante sull’ambiente e gli abitanti di quei luoghi. In Godzilla un dinosauro, mutato da analoghi esperimenti, porta una distruzione che nelle scene più drammatiche – le vittime soccorse tra le macerie, la preoccupazione per gli effetti degli attacchi del mostro – non può non ricordare quella del periodo bellico; e in ispecie quella causata dalle bombe atomiche sganciate dagli USA su Hiroshima e Nagasaki nel 1945. Curiosamente, un precedente fondamentale del kaijū eiga giapponese è proprio il primo grande monster movie americano, King Kong (1933, di Merian C. Cooper ed Ernest B. Schoe...

L'ASTRONAVE FANTASMA | Supereroi e invasori spaziali in un classico della fantascienza giapponese

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La fantascienza in Giappone ha avuto inizio con il vasto corpus letterario di Unno Jūza (1897-1949): un autore tanto fondamentale per il Sol Levante, quanto sostanzialmente ignoto al di fuori della Patria dei samurai. Al momento, in Italia mi risultano tradotti solo un pugno di suoi racconti, compresi in una importante raccolta a cura di Massimo Soumaré, Lo scudo dell’illusione , pubblicata dall’editore Atmosphere. È dunque un’ardua impresa tracciare una storia della fantascienza giapponese delle origini: di come i primi autori abbiano formato e indirizzato l’immaginario dei lettori, verso ciò che sarebbe poi stato realizzato, su carta e non. Fatto sta che grazie al Maestro Unno Jūza, e un manipolo di altri autori che seguiranno immediatamente, dopo la Seconda guerra mondiale il Giappone era già “rodato” per attingere all’immaginario fantascientifico del cinema occidentale, e farlo proprio. Questo nell’ottica di un rapporto difficile tra un Paese sconfitto (e bombardato con due atomic...

IL RITORNO DI DIAVOLIK (OGON BAT) | Il film live action di FANTAMAN e la storia del più antico supereroe giapponese!

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Una risata ironica, potente e sinistra, seguita dal grido “Fantaman!”. Così ha inizio la sigla di un cartone animato che ha fatto decisamente epoca: “C’era tanto tempo fa un’antica civiltà/ C’era Atlantide si sa, ma nessuno sa dov’è/ Ma c’è un uomo, forte, con un nome fantastico/ Che sa volare, sa lottare, e tutti aiuterà/ Fantaman, giustizia lui farà, Fantaman”! Un pezzo rock ’n roll ricco di promesse d’azione e avventura, reso ancora più orecchiabile e attraente dall’accento americano del cantante Douglas Meakin dei Superobots (qui sotto lo pseudonimo di “Superband”), ensemble all’origine di decine e decine di storiche sigle di serie televisive, animate e non solo. Con questo brano indimenticabile nel 1981, nel pieno fervore della rivoluzione animata giapponese in Italia, si presentava ai giovani spettatori nostrani Fantaman , ovvero il supereroe nipponico Ogon Bat : un pittoresco personaggio che avrebbe saputo lasciare il segno nonostante le scarse repliche a venire (ancora oggi, tr...

PRETTY GUARDIAN SAILOR MOON ETERNAL - IL FILM | La combattente che veste alla marinaretta, il suo nuovo film e le sue molte rivoluzioni

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[...] A monte, le origini di Sailor Moon datano al marzo del 1991. Uscirono allora i primi capitoli di un manga di un’autrice ancora sconosciuta, Naoko Takeuchi appunto, che colpì molto l’attenzione. Si trattava di Codename Sailor V , un mahō shōjo (o majokko: i fumetti per ragazze incentrati su giovani maghe) all’epoca decisamente atipico: la sua protagonista, la bella Minako Aino, è dotata di poteri magici e si trasforma, come avviene normalmente nel genere. Tuttavia, Minako utilizza le sue capacità non per risolvere problemi più o meno comuni, bensì per tramutarsi nella supereroina Sailor Venus, l’incarnazione del pianeta Venere vestita con una versione pittoresca del tradizionale sailor fuku (la divisa alla marinara delle studentesse giapponesi), per poi combattere con questa identità contro nemici spaventosi, con tecniche speciali simili a quelle dei manga d’azione per ragazzi. L’idea piacque moltissimo e alla casa editrice Kōdansha , che ne stava pubblicando i capitoli sulla su...