MARTIN (WAMPYR) | Il capolavoro "vampirico" di George A. Romero
Martin ( John Amplas ) è un ragazzo che si crede un vampiro di più di ottant’anni. Impossibilitato a nutrirsi di sangue in maniera canonica, poiché sprovvisto di canini adeguati, egli si serve di una siringa di anestetico per addormentare le sue vittime, preferibilmente belle donne, cui poi taglia le vene per bere comodamente… o meglio, così dovrebbe andare. Ma così è solo nella sua fantasia schizofrenica, colma di sequenze in b/n da romantico cinema vampirico di una volta. Nella realtà, ogni aggressione di Martin è brutale e piena d’imprevisti, tutt’altro che elegante e potente a vedersi, violenta e selvaggia. Nei fatti sono stupri mancati, per via della peculiare patologia mentale del ragazzo, che non sa finalizzare altrimenti. A peggiorare la situazione ci penserà l’anziano cugino Cuda ( Lincoln Maazel ), un bigotto superstizioso che crede nel vampirismo di Martin quasi più di quanto ci creda il ragazzo stesso. Il quale è dunque costretto a vivere dunque questo doppio, ciclico torme...