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UN PONTE PER TERABITHIA | Il potere dell'immaginazione, il dolore della realtà

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Jess Aarons ( Josh Hutcherson ) è un ragazzino molto solo, che vive in aperta campagna, con due passioni nella vita: correre e disegnare, ma soprattutto disegnare. Incompreso dalla sua famiglia, brave persone troppo occupate a sbarcare il lunario per incoraggiarne la vena artistica, e bullizzato a scuola, il suo mondo cambia all’arrivo nella sua classe della vivace Leslie Burke ( AnnaSophia Robb ). Dopo un primo approccio non proprio positivo – lei lo straccia nella corsa, facendolo risentire non poco – tra i due, che si scoprono anche vicini di casa, nasce un’amicizia che diventerà sempre più profonda. Leslie ha infatti un’immaginazione sorprendente, e con Jess creano nei boschi vicini alle loro case un mondo fantastico chiamato Terabithia, del quale sono sovrani e gli eroi indiscussi di infinite avventure. Un giorno, tuttavia, una terribile tragedia cambia di nuovo, per sempre, le cose… “Hey, guarda, un racconto di formazione con aperture fantasy. Chissà, magari è leggero e divertent...

LO SCIAME | Cavallette vampire e critica sociale

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Dopo la morte del marito, Virginie ( Suliane Brahim ) è costretta a portare avanti da sola l’azienda di famiglia: un allevamento di cavallette a scopo alimentare che, con buona pace dell'ottimismo sul futuro dell’entomofagia, si trova sull’orlo della bancarotta. Inevitabilmente le difficoltà lavorative si ripercuotono anche sulla sua vita familiare, corrodendo sempre più i rapporti con i suoi due figli: in particolare con la maggiore, l’adolescente Laura ( Marie Nardonne ), che a scuola viene crudelmente bullizzata dai compagni. La vita alla fattoria di Virginie procede dunque all’insegna del disagio e della disperazione, sinché un giorno la donna non scopre quanto le sue bestiole siano ghiotte di sangue, che le rende molto più forti facendole moltiplicare come… beh, come cavallette. La produzione riprende positivamente, e Virginie accantona l’idea di vendere tutto. Però, la crescita della produzione significa anche crescita del lavoro, nonché necessità di maggiori risorse: tra cui...

CONTAGIOUS - EPIDEMIA MORTALE | Un vertice di intimismo e dramma per lo zombie movie

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[...] Nel 2015 il grande vecchio Schwarzenegger debuttò nello zombie movie, con un film decisamente sui generis: il lirico Maggie , in Italia ribattezzato molto più banalmente Contagious - Epidemia mortale . Il film presenta un classico scenario (post) apocalittico: è esplosa una terribile pandemia, causata da un “necrovirus” che colpisce le colture e – soprattutto – attraverso esse gli umani, uccidendoli progressivamente sino a renderli zombie cannibali. Morti viventi lenti e ciondolanti, di marca nettamente romeriana; la novità in Maggie (perdonatemi, ma userò il titolo originale), è il ciclo della malattia/mutazione che, decisamente lentissimo, si attesta sulle otto settimane. Come agricoltore di una cittadina del Kansas, l’anziano e taciturno Wade Vogel (Schwarzenegger) vive questa tragica situazione sotto entrambi i suoi aspetti: la distruzione di tutte le sue piante per evitare l’ulteriore diffusione del virus, con tutto ciò che ne deriva in termini di povertà e mancanza di ris...